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Il suono del mondo a memoria

Giacomo Bevilacqua pubblica Il suono del mondo a memoria nel 2016 per la Bao Publishing. È la sua prima graphic novel, ambientata a New York, città che è al tempo stesso sfondo della vicenda e protagonista indiscussa.

La trama parte da un esperimento: vivere per due mesi a New York senza parlare con nessuno. Né con amici, né ordinando al ristorante. Sam, un giovane fotografo, accetta la sfida del suo amico e collega Jorge, inquadrerà la città col suo obiettivo e insieme scriveranno un articolo a riguardo.

È possibile vivere in una metropoli senza interagire con le persone che la popolano? Il fumetto si apre con degli scorci silenziosi di New York. Senza testi, le vignette passano da grandi parchi a bar e interni di un palazzo. Sam è a letto, la sua giornata sta per iniziare. Si leggono i suoi pensieri e quelli della voce narrante, si vedono i passanti e i venditori ambulanti, ma i loro balloon sono neri, perché Sam indossa delle cuffie, non li ascolta. Può parlare solo con Jorge tramite messaggi per tenerlo aggiornato sull’esperimento. Sam ha stampato le ultime foto, quindi è un ottimo momento per fare il punto della situazione. Qualcosa però non torna, o meglio diventa ricorrente e non sa spiegarsi il perché.

Da qui inizia la ricerca, in una città immensa, di quel punto che senza volerlo lo ha colpito così tanto da essere sempre presente nelle sue foto. Sam si interroga e le parole si fanno più fitte per indagare il suo animo.

Quando la trama si avvicina al punto di svolta, arriva anche il punto debole di questa graphic novel, infatti le parole non si amalgamano con i disegni, sembrano andare da tutt’altra parte e raccontare un’altra storia. Nel fumetto, la parte fondamentale del narrare una storia risiede nel fatto che i disegni debbano guidarla e andare insieme verso la stessa direzione. Sicuramente ci saranno delle scene più descrittive, ma devono rimanere legate a quello che il lettore vede. Ne Il suono del mondo a memoria questo elemento si perde e la città di New York torna a essere uno sfondo, in cui Sam riemerge come unico protagonista, il colpo di scena si svela troppo in fretta e le parole si affollano verso un finale che non sorprende.

Le intenzioni di Bevilacqua sono comunque chiare e l’idea iniziale dell’esperimento è originale. I disegni rimangono l’aspetto migliore della graphic novel, sono belli e accompagnati da colori che li fanno risaltare in maniera armoniosa.

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