
Come sarebbe la vita nell’Italia del quattordicesimo secolo raccontata a fumetti? Teresa Radice e Stefano Turconi ce la mostrano in Tosca dei boschi, pubblicato da Bao Publishing nel 2018.

A Castelguelfo, un ridente borgo toscano, vive la duchessina Lucilla, in attesa di conoscere il suo futuro marito nell’imminente banchetto di corte. Gli invitati chiacchierano felici, quando un ladro fa irruzione nella sala e scatena il panico. Lucilla intercetta la colpevole e la invita a nascondersi in un luogo sicuro. Perché mai una duchessina dovrebbe aiutare una malvivente? Lucilla stava solo cercando un momento propizio per svignarsela dalla festa, ma il destino le fa incontrare Tosca, una giovane ragazza dai capelli rossi che vive nei boschi insieme al fratello Rinaldo, il menestrello di corte.
Lucilla scopre quanto la sua vita sia diversa da quella degli abitanti del borgo e inizia a desiderare nuove avventure, che non si fanno attendere. Mentre torna a casa dal nascondiglio dei suoi nuovi amici, diventa testimone di un piano per eliminare suo padre, ordito dalla città di Firenze. Da qui inizia a dipanarsi la storia, piena di amicizie, intrighi e amori.

Salta subito all’occhio il disegno, curato nei minimi particolari, accompagnato da colori vivaci. Le didascalie utilizzano un italiano simil medievale e Rinaldo canta versi di Dante e Petrarca. La ricerca storica continua negli abiti dei personaggi, sontuose e sgargianti vesti per i nobili e casacche pratiche per i popolani. Anche gli interni dei palazzi rispecchiano lo stile dell’epoca. Una soluzione particolare è la composizione di alcune tavole, che è il narratore stesso della storia a scrivere e completare, miniandole nel suo studiolo. Ogni volta che compare la sua figura, sembra di trovarsi in una pagina di un libro antico. I frontespizi dei capitoli continuano questa illusione. Per quanto riguarda le parti narrative, l’italiano antico e le citazioni letterarie non appesantiscono mai la lettura, perché sono ben dosati insieme a discorsi più moderni e di facile comprensione. Ne risulta una piacevole imitazione del medioevo, che si unisce perfettamente ai disegni e ai colori utilizzati.

La trama è prevedibile ma comunque buona. I personaggi sono ben costruiti e si lasciano amare facilmente: Lucilla non è una nobile qualunque; è pronta ad affrontare le avventure e le difficoltà che l’attendono e quando non può risolverle da sola, si affida ai suoi amici, molto diversi da lei. Tosca, ad esempio, non sopporta la nobiltà e agisce come una Robin Hood per sopravvivere. Non perde tempo in convenevoli e crede di essere indipendente da tutto e da tutti, così non ha paura di infilarsi nelle situazioni più pericolose. Rinaldo invece è un ragazzo timido e ben poco addestrato alla vita nei boschi, a differenza della sorella.

L’unica perplessità nasce dal titolo, perché nei primi capitoli Lucilla sembra essere la protagonista, accompagnata dai suoi amici che poi diventano coprotagonisti. Ci si può chiedere quindi come mai il titolo si incentri solamente su Tosca. Forse per il carattere deciso e per lo svolgimento finale della trama, ma in questo caso le luci del palcoscenico danno l’impressone di essersi spostate troppo in fretta.
In ogni caso, Tosca dei boschi rimane un fumetto curato fin nei minimi dettagli, consigliato a qualsiasi tipo di lettore.