
Jordi Lafebre ha scritto e disegnato Nonostante tutto, pubblicato da Bao Publishing nel 2021. La trama è molto semplice, è originale invece il modo in cui viene narrata. Ce ne accorgiamo subito, perché il primo capitolo è il numero 20 fino ad andare a ritroso verso l’ultimo, il numero 1.

Incontriamo i personaggi già anziani, che si incontrano dopo diversi anni e tanti traguardi personali raggiunti. Non sappiamo molto di Ana e Zeno, ma la bellezza della storia ci svela i dettagli poco alla volta. Quando nel capitolo precedente vediamo il risultato di qualcosa, in quello successivo veniamo a conoscenza del processo che ne ha portato alla creazione. Per esempio il ponte nel capitolo 20 è una metafora e una realtà costante della vita di Ana, che per molti anni ha lavorato come sindaco della città, dedicandosi al progetto ambizioso della costruzione di un ponte che collegasse due quartieri, con la difficoltà di un terreno inadatto a edificare un’opera così imponente.
La lettura avanza scorrevole, conosciamo meglio il carattere di Ana, dedita al lavoro e instancabile, ma anche per certi versi trasgressiva. Conduce una doppia vita, una in cui è il sindaco impeccabile della sua città e l’altra in cui riceve in ufficio le telefonate del suo Zeno, cercando di tenerle nascoste al marito e ai colleghi. Zeno, come indica l’iniziale del suo nome in contrapposizione ad Ana, è l’esatto opposto. Vive libero e spensierato, viaggia per il mondo cercando materiale per la sua tesi di dottorato e intreccia relazioni con le donne che incontra lungo il cammino, ma il suo cuore rimane sempre legato al suo amore giovanile.

Zeno e Ana non possono vivere insieme perché i loro stili di vita non combaciano. Si incontrano solo quando hanno completato i loro progetti e hanno vissuto le loro avventure separati. Il finale, anzi l’inizio, è qualcosa che giunge in soccorso dei lettori più sentimentali. Sappiamo come andrà a finire questa storia d’amore e ci consoliamo con questa consapevolezza.

Le tavole sono meravigliose, a volte piene di parole, altre mute e forse per questo riescono a raccontare con maggiore potenza narrativa cosa sta accadendo in quell’istante. Ottima anche la posizione di certe vignette, accostate l’una all’altra per far vedere in parallelo Ana e Zeno, lontanissimi, ma legati dal filo del telefono (e da quello del destino). I disegni sono dettagliati, dinamici e rendono i personaggi vivi e ben caratterizzati, infatti colpiscono molto le espressioni realistiche del volto e le pose mai rigide.